Gran finale tra poesia e memoria: il Festival dell’Acquedotto approda al Pantheon di Staglieno

Venerdì 31 luglio alle 17.30 la diciottesima edizione si chiude sulla monumentale scalinata del cimitero con “La Liguria dei poeti”, uno spettacolo di versi, teatro e musica dedicato agli autori del Novecento

Il Festival teatrale dell’Acquedotto sceglie uno dei luoghi più solenni e suggestivi di Genova per concludere la sua diciottesima edizione. Venerdì 31 luglio, alle 17.30, la scalinata monumentale del Pantheon del Cimitero di Staglieno diventerà il palcoscenico di “La Liguria dei poeti a Staglieno”, appuntamento finale della rassegna organizzata dal Teatro dell’Ortica.

Dopo un mese e mezzo di spettacoli ospitati soprattutto in Val Bisagno, ma anche in altri spazi cittadini, il percorso costruito attorno al tema “Derive e approdi” raggiungerà il suo ultimo approdo in un luogo legato alla memoria, all’arte e alla storia della città. Il cimitero monumentale farà da cornice a un viaggio attraverso le parole degli autori che nel Novecento hanno raccontato la Liguria, la sua gente e il suo paesaggio sospeso tra mare e monti.

Lo spettacolo è una produzione del Teatro Il Sipario Strappato e della Libera Compagnia Teatro Sacco, con la regia di Lazzaro Calcagno. Attori e musicisti si alterneranno tra interpretazioni recitate e brani eseguiti dal vivo, costruendo un racconto nel quale poesia e musica si intrecciano senza soluzione di continuità.
La scelta di Staglieno non è casuale. Tra i viali e i monumenti del cimitero riposano anche alcune delle personalità che hanno contribuito a formare l’identità culturale ligure. La presenza del Pantheon, con la sua grande scalinata e l’architettura monumentale, offrirà allo spettacolo una scenografia naturale capace di amplificare la forza dei testi e il rapporto tra memoria e territorio.
Al centro della rappresentazione ci sarà la Liguria osservata attraverso lo sguardo dei suoi poeti: una terra aspra, verticale, luminosa e insieme severa, abitata da una comunità spesso descritta come riservata e schiva, ma profondamente legata ai luoghi, alle tradizioni e alle relazioni umane.
Il linguaggio teatrale permetterà di restituire questa complessità senza trasformarla in una semplice antologia. I versi diventeranno racconto, le canzoni accompagneranno le immagini evocate dalle parole e il pubblico sarà condotto in un itinerario ideale tra costa, entroterra, città, porti e montagne.
«Non potevamo immaginare un approdo migliore per la chiusura di questa edizione della maggiore età», spiegano i direttori artistici Mirco Bonomi e Mauro Pirovano. Per entrambi, Staglieno rappresenta uno dei luoghi nei quali memoria e bellezza si incontrano con maggiore intensità.
«Portare la poesia del Novecento ligure in questo contesto significa realizzare pienamente lo spirito del Festival: riscoprire luoghi straordinari della città attraverso la forza del teatro e della musica», sottolineano Mirco Bonomi e Mauro Pirovano.
L’appuntamento conclude un’edizione particolarmente significativa, quella dei diciotto anni della manifestazione. Il Festival ha proseguito anche quest’anno il proprio lavoro fuori dai teatri tradizionali, utilizzando piazze, spazi storici e luoghi meno consueti per avvicinare pubblici differenti e creare un rapporto diretto tra spettacolo e territorio.
La rassegna è stata realizzata con il sostegno del Comune di Genova e della Regione Liguria, in collaborazione con il Municipio IV Media Val Bisagno. Con “La Liguria dei poeti”, il sipario si chiuderà non in una sala, ma davanti al Pantheon di Staglieno, trasformando per un pomeriggio uno dei simboli della memoria cittadina in un luogo vivo di parole e musica.
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